Scuola Primaria e Secondaria di primo grado

EDUCAZIONE PARENTALE








IMMERSA NELLA NATURA
LA SCUOLA CHE ASCOLTA, ACCOGLIE E RILANCIA


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il nostro progetto educativo


Come genitori vi siete mai posti questa domanda:
in un momento in cui la società e con essa le grandi istituzioni stanno tremando, qual è il giusto percorso educativo per mio figlio?
Da questa domanda e da questo grande dubbio nasce l’intero progetto e la didattica di questa scuola sulle colline di Bologna.

Al timone di questo progetto siamo in due Stefania Gobbo Gavina e Valentina Maganzi e in questi anni abbiamo elaborato, attraverso il nostro insegnamento e la nostra visione, uno studio che a piccoli passi, giorno dopo giorno si è concretizzato fino ad acquisire forma propria, quella di una nuova metodologia didattica, approdando a dei grandi risultati.

La nostra idea iniziale era quella di cercare un giusto equilibrio fra didattica ed esperienza dedicando loro tempi distinti; addentrandoci però nell’insegnamento, evolvendo noi stesse ed il nostro modo di insegnare, è successo in modo del tutto spontaneo e naturale, qualcosa di inaspettato: la didattica ha inglobato al suo interno l’esperienza dando origine a quella che noi oggi definiamo una Metadidattica: la didattica che cambia forma -e lo fa attraverso un rapporto biunivoco tra insegnante e bambino - che non si avvale certo del famoso Metaverso ma che trova il suo punto di
origine e di evoluzione nella metamorfosi una costante nella vita evolutiva di ogni essere umano.

Contemporaneamente a questa intuizione abbiamo percorso l’etimologia di alcune parole fondanti, facendo così un passo indietro:
-Insegnante, dal latino *insignare, ovvero “incidere, imprimere dei segni”
-Educare, dal latino educěre, "trarre fuori", "tirar fuori ciò che sta dentro".

A nostro parere nell’insegnamento queste parole non possono prescindere l’una dall’altra.
Così, giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo, costruiamo la nostra arca di Noè, il nostro mezzo nel viaggio che ci permette di fornire ai bambini validi strumenti per non perdersi nei meandri di una società che fagocita l’individuo nascondendolo e dimenticandolo, come se volesse annullarne l’identità stessa.

segue >


Umiltà, Empatia, Trasformazione, Sperimentazione sono le parole che caratterizzano il nostro
lavoro in una scuola in cui esiste un piano di lavoro unico chiamato “comunità di ricerca” dove bambino e insegnante collaborano insieme per costruire la stessa didattica che si auto costruisce non rimanendo mai uguale a sé stessa, mantenendo però invariata la posizione dell’origine.

Chi porta la vera conoscenza non è l’insegnante ma il bambino stesso che diventa il centro di ogni cosa.
Perché il bambino deve inesorabilmente essere il centro?

Nelle macerie di questa società l’adulto si trova spesso spaesato incapace di trovare una direzione, il bambino invece essendo più vicino all’origine e spogliato delle sovrastrutture, mantiene centratura e consapevolezza anche se inconsapevolmente, sulle macerie il bambino riesce addirittura a volare!

Come concretizziamo tutto questo?
Il bambino diventa insegnante e l’insegnante diventa “semplicemente” facilitatore, siamo d’accordo in questo caso con la proposta di Matthew Lippmann e la sua philosophy for children che rimane però ancorata a delle sessioni di filosofia non estendendosi all’intera didattica, cose che invece riusciamo a portare nelle nostre lezioni fornendo ai bambini l’incipit per costruire il loro processo di apprendimento; quindi un personaggio di carta, un tema, un pensiero, tanti pezzetti di legno lasciati in mano al bambino danno a lui la possibilità di plasmare la didattica secondo il proprio sé.

Lanciamo così un Dado e attendendo una risposta…restiamo in ascolto.

Questo metodo lascia spazio ad un apprendimento che si costruisce su una personalità non invece un insegnamento che pretende di essere personalità annientando sfumature, talenti e percezioni di chi siamo veramente o di chi potremmo essere, quel profumo che se non viene poi coltivato svanisce.
 
All’interno del processo di trasformazione sociale (che attualmente stiamo vivendo), abbiamo ritenuto doveroso costruire una nuova possibilità educativa il cui fine è la creazione di un metodo.

La nostra scuola nasce come evoluzione di un passato didattico millenario che sta giungendo ora ad un punto di svolta, noi con il nostro lavoro crediamo di farne parte.

Polo scientifico


C’era una volta un bambino molto curioso che trascorreva le sue giornate osservando gli alberi e le loro chiome danzare: se ne stava sdraiato per terra e con la testa all’insù guardava il cielo, studiava il movimento del volo degli insetti, la direzione delle correnti del vento, le forme delle nuvole nell’istante in cui subivano la metamorfosi. Il suo ritaglio di mondo nella sezione di cielo compresa fra i suoi occhi era più vasto dell’universo, non aveva bisogno di altro. Quel bambino crebbe e la cosa stupenda fu che diventando grande non perdette quel mondo interiore ed esteriore che aveva scoperto e sviscerato da piccolo, era tutto perfettamente conservato dentro di lui e così come per magia, i segreti della natura si liberarono nella sua mente. Quell’insieme di elementi concreti si trasformò in numeri così ogni volta che osservava un albero, quel giovane uomo non poteva non vedere un esercito di numeri.
«La matematica è l’alfabeto nel quale Dio ha scritto l’universo». Così disse una mattina ma nessuno lo comprese, tutti lo condannarono e lo allontanarono, tutti tranne uno, il piccolo figlioletto del falegname del paese che lo prese per mano e gli disse: «Non temere Galileo, tu hai visto, io lo so».
Tu hai visto io lo so.
Cos’è la matematica se non un linguaggio, un modo di descrivere il mondo, un punto di vista?
E soprattutto che senso ha studiarla se non in questa forma?
Mi chiamo Stefania Gobbo Gavina e porto avanti all’interno della scuola di Pieve del Pino, il Polo Scientifico Nelle mie lezioni di matematica i numeri tornano al loro aspetto concreto di quotidianità, si trasformano in sassolini e compongono le tabelline, i triangoli diventano dei recinti all’interno dei quali i bambini possono camminare, toccare e studiarne concretamente le forme in relazione ai propri sensi, gli zero segnaposto della moltiplicazione diventano indicatori di decine e di unità facilitatori proprio come noi...
E i tanto temuti problemi? A noi non fanno paura perché si trasformano in enigmi che ci permettono di comprendere prima di tutto la nostra mente e il modo in cui costruisce il pensiero. Non dimentichiamoci che per ogni problema esiste una soluzione se la soluzione non esiste, non esiste nemmeno il problema.
E’ un conoscere/riconoscendo -per poi essere riconosciuti- l’interno per poi arrivare a comprendere il mondo al di fuori di noi con tutte le sue leggi e i suo equilibri. I due mondi- interno ed esterno a noi- non sono poi così distanzi, anzi!
Il mio scopo è portare l’astrazione ad un piano concreto più facilmente leggibile.

polo umanistico


Al centro del nostro progetto educativo si trova il bambino con i suoi talenti, la sua unicità e il suo essere un esploratore del mondo. La nostra didattica si fonda sul desiderio di aiutare i bambini nel viaggio verso la conoscenza, una conoscenza originaria e profonda.
Siamo vagabondi o pellegrini?
L’agire di ogni bambino è mosso da un unico e solo intento, la scoperta e in questo suo viaggio verso la scoperta il bambino vuole conoscere tutto, anche la storia della coccinella che casualmente arriva a camminargli sul banco: chi è? Dove sta andando? Ha una famiglia? Cosa mangia?
Le domande dei bambini sono importanti e il modo in cui rispondiamo a ciascuno dei loro piccoli quesiti può aprire strade verso mondi fantastici o al contrario incredibilmente reali, in ogni caso si tratta di sentieri che portano il fanciullo alla scoperta di sé stesso perché probabilmente ciò che tutti noi cerchiamo nel mondo esterno, altro non è che il nostro stesso riflesso.
Sono Valentina Maganzi e all’interno della scuola di Pieve del Pino mi occupo del settore umanistico. Nelle mie lezioni l’aspetto laboratoriale si fonde in modo intimo e profondo alla didattica, la lezione frontale lascia il posto ad un momento di apertura e ascolto. Concretamente, la didattica che metto in atto, non parte mai da una conoscenza già costruita, non fornisco ai bambini un risultato ma seguo il procedimento inverso parto dal caos e accendo delle fiaccole che permettano ai bambini di giungere alla loro conoscenza che è individuale nella costruzione ma al tempo stesso universale nel contenuto.
In tutto questo processo di apprendimento consapevole racconto la storia, il racconto del tempo, del nostro mondo e dell’universo che conosciamo, collocandola in un determinato spazio che è lo spazio che percorriamo dalla nascita e la racconto attraversando sia il mito che la scienza.
Il tempo e lo spazio non sono mai separati, come l’uomo all’interno di essi… per questo motivo affiancato alla Storia e alla Geografia abbiamo inserito la linea del tempo e lo studio dell’atlante -per non perdere mai di vista la collocazione degli eventi- considerandole vere e proprie materie di studio.
I nostri laboratori ormai integrati alla didattica vogliono così ripercorrere la storia nell’evoluzione umana dall’origine dei primi organismi viventi ai nostri giorni, evoluzione legata al territorio attraversando usi e costumi. Questa ampiezza tematica, unita alla nostra capacità di visione ci permette di costruire infinite possibilità nella creazione della didattica, rendendo la storia studiata “la nostra storia” nel tentativo di migliorare e memorizzare la sua comprensione.

polo linguistico


Fin dal principio l’uomo ha sempre ricercato la comunicazione con i propri simili e con l’entità soprannaturale più o meno vicina legata alla sua cerchia di riferimento. La necessità di potersi esprimere verbalmente prima, e poter imprimere visivamente i propri suoni poi, lo ha portato alla ricerca di forme che potessero dare struttura e concretezza al proprio linguaggio.
È assolutamente affascinante poter aver testimonianza di questo processo evolutivo che ancor oggi continua e che ci consente di comprendere ed essere compresi, di creare e coltivare relazioni.
Nel nostro polo linguistico intendiamo ripercorrere un po' questo viaggio dell’evoluzione del linguaggio dagli albori fino ad oggi, proprio come accade in un percorso di alfabetizzazione.
Per non perdere il filo o il senso del linguaggio guardiamo le parole lavorando sull’origine, sull’etimologia cercando di farle rinascere proprio qui…nella nostra coscienza universale dove sono nate tanto tanto tempo fa.
La parola pensata, la parola scritta, la parola ascoltata, la parola studiata.
Il linguaggio in tutte le sue mutevoli sfaccettature è fonte per noi di ispirazione è così che nascono le nostre lezioni ed è così che nascono i nostri laboratori.
Letture animate, laboratori di calligrafia, scritture creative, gli omini di carta che insegnano la grammatica vestendosi a seconda di quello che devono insegnare…
L’obiettivo didattico dell’insegnamento dell’italiano scritto e parlato è di riuscire a scoprire il mondo oltre il linguaggio (la sua vera evoluzione) per permettere al linguaggio stesso di sedimentarsi trovando il suo giusto luogo: la nostra coscienza. Implicitamente si elabora un pensiero critico che va a nutrire la nostra consapevolezza e che va a educare i principi fondanti della libertà.
Oltre alla nostra lingua diamo importanza anche l’insegnamento dell’inglese, lingua non più del futuro ma del presente. È l’idioma che ci permette di connetterci con la maggior parte del mondo conosciuto e che ci consente di esperirlo in un modo più diretto e meno filtrato.
L’obiettivo didattico è quello di una progressiva familiarizzazione con la lingua straniera, affinché essa diventi sempre meno “estranea” e che collabori a rendere meno sentita e tangibile quella sensazione di spaesamento quando ci si ritrova di fronte ad un linguaggio che non riconosciamo.
L’insegnamento è sempre supportato da attività pratiche e laboratori creativi, che rendono la lezione stimolante e più semplice da ricordare. Il coinvolgimento della famiglia in attività e giochi legati all’apprendimento della lingua è volto alla condivisione e alla reciproca interazione, oltre che alla creazione di ricordi felici.
Io sono Ilaria Falqui e all’interno della scuola di Pieve del Pino mi occupo dell’insegnamento della lingua inglese.

polo artistico

Attraverso l’arte impariamo a guardare ad osservare. Impariamo a disegnare scoprendo le proporzioni, l’estetica, il colore e forse anche l’amore.
Impariamo attraverso degli strumenti a connetterci con il resto del mondo, a portare un messaggio, a portare qualcosa che parla di noi di cosa sentiamo di come percepiamo la realtà.

l’Arte è per noi una porta d’accesso fondamentale nel processo evolutivo per questo abbiamo fatto la scelta di inglobarla nei poli disciplinari lasciando che si sviluppi oltre la nostra stessa immaginazione, nei numeri nelle lettere tra le parole tra un pensiero ed un altro.

Rimangono fissi e propedeutici i laboratori di:
-Pittura (io e i grandi maestri del 900)
-Argilla (la genesi, alla scoperta dei primi utensili, un tuffo nelle idee che hanno cambiato la storia dell’umanità, creato e creatore)
-Falegnameria (pensare e realizzare, dall’idea al progetto, la metamorfosi)
-Introduzione alla storia dell’arte vista però come un racconto, attraversando bellezza ed equilibrio estetico…

il calendario


Il nostro Calendario ideale pensato per gli Homeschoolers è così strutturato:
Le attività si svolgono dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13:00 con la possibilità di un tempo prolungato al pomeriggio fino alle 16.30
Le ore del mattino strutturate per l’insegnamento classico, nelle ore pomeridiane invece si svolgeranno in prevalenza attività laboratoriali, prevedendo, se necessario, anche recuperi didattici personalizzati e non.

Per il tempo pieno che prevede il pranzo a scuola abbiamo ritenuto di scegliere la strada del “cibo portato da casa”, scelta suggerita dai genitori in rispetto alle caratteristiche individuali di ogni bambino.

VEDI IL CALENDARIO

 

OPEN DAY

3 FEBBRAIO 2024